Compleanni Stampa
Scritto da Domenico   
Sabato 14 Marzo 2009 21:30

                         C O M P L E A N N I….!!!! 

Gli interventi musicali che maggiormente ci richiedono sono le serenate, gli anniversari di matrimonio ed i compleanni!

La serenata, perché deve essere fatta solo ed esclusivamente dalla chitarra, voce e mandolino! Altrimenti che serenata sarebbe?

Alcuni portano la serenata servendosi del piano bar, amplificazione, microfoni; scusate, ma che serenata è!

Lasciamo stare, in quanto sulle serenate ho parlato ampiamente in altre pagine!

Gli anniversari di matrimonio vengono richiesti dai figli che cercano di far rivivere ai loro genitori quell’emozione particolare del matrimonio e molti ci riescono con la sorpresa!

Ma abbandoniamo pure gli anniversari di matrimonio, perché ora il mio intento è accennarvi  lo svolgimento della ricorrenza del compleanno.

Quest’ ultimo, rispetto all’onomastico è certamente più importante e per questo è più sentito dal “festeggiato” ed i familiari si organizzano di conseguenza!

Personalmente non ricordo di aver mai rallegrato con la musica nessun onomastico, ma se parliamo di compleanni, certamente un’infinità!

Si comincia dai 18 anni, per finire ai 96(anniversario di quel Pasquale, già accennato nella cerimonia + bella! Vi ricordate?)

Quasi sempre i compleanni, anni fa, si festeggiavano nei ristoranti; ora un’alta percentuale si serve del proprio giardino, della villetta (d’estate!) e del calore della propria dimora (quando fa freddo!) - Certamente sarà l’evento della crisi che ci perseguita!

Comunque e dovunque si festeggiano, riescono sempre bene, in quanto i familiari che richiedono l’intervento della posteggia classica napoletana ben sanno che i convitati si divertiranno al suono della chitarra, del mandolino e della voce di Napoli sempre presente e pronta a rallegrare gli ospiti con le melodie dei vari artisti napoletani come Bruni, Carosone, Fierro, Gill, Modugno ecc…..! 

L A     S O R P R E S A

Tutti coloro che mi interpellano per questo evento, si consigliano con me sulla disposizione e sull’organizzazione del momento: io chiedo loro il nome, l’età, il grado di parentela col festeggiato ed in molti casi, quando si intravede la possibilità, anche i titoli dei brani più espressivi e più significativi nella vita del festeggiato!

Il perché è facile e prevedibile, in quanto preparo loro un librettino, scritto a mano dalla mia persona, di quelle particolari canzoni con dedica personale del mandatario ed in più, una pergamena, sempre scritta personalmente, con dedica e pensiero che mi faccio consigliare e dettare dalla persona che mi ha interpellato!

U N A      M U S I C I S T A

Quasi sempre va come vi ho descritto sopra! Questa volta non è andata in questo modo ed ora vi spiego il perché!

La signora che mi ha interpellato (Eugenia) mi diede telefonicamente tutte le notizie che io richiedo; alle canzoni preferite disse:”Non vi preoccupate, mamma le conosce tutte! Anzi le preferisce tutte!” Ci sorvolai sopra, senza insistere! A casa poi scoprii perché!

La signora Antonietta, mamma anche di  Rosaria, all’età di 78 anni – me lo ha confidato la festeggiata personalmente – ha imparato a suonare il pianoforte, grazie all’aiuto del genero violinista ed anche in poco tempo! Lei aggiunse in un momento di pausa canora:”Sarà stato il Signore a volerlo, perché io sono una grande credente, prego sempre il Signore, ho fede in Lui e mi ha aiutato!”

Fatto sta che, come una bambina( la signora festeggiava il suo 83° anniversario!) andò a prendere la cartellina con gli spartiti musicali e me li mostrò ad uno ad uno! 

R I C O R D I

Quando mi recai insieme a Gabriele (il mandolinista) all’appuntamento in via Margh. di Savoia, mi ricordai che era il luogo dove mio padre era nato ed era rimasto nella zona ad abitare fino a 19 anni (sto parlando del 1932) .Spesse volte lui mi diceva sempre, quando negli anni 60 andammo ad abitare a Torre Centrale e già il traffico e l’inquinamento erano esagerati ed in aumento:”Che pace c’era quando abitavo da giovane, ‘Ncopp’’o per’’e aulive!” Così anticamente veniva chiamata via M. di Savoia!

Per me fu provare un’emozione diversa il cantare nella zona dove era vissuto mio padre da ragazzo ed al quale piacevano moltissimo le canzoni classiche napoletane ed aveva pure una bellissima voce; quella mia è poca cosa rispetto alla sua!

Ma poi l’emozione passa e la serata cominciò proprio bene! Il signor Angelo (il marito della signora Eugenia), persona gentilissima e disponibilissima, del resto come sua moglie, ci fece entrare premurosamente dall’entrata secondaria e arrivammo alle spalle dei convenuti, che si trovavano in cucina a discutere, con le note della tarantella del 600.

Notai subito la signora Antonietta, era l’unica presente di una certa età non più giovanile, tutti gli altri (ben pochi!) erano abbastanza giovani, pure nei miei confronti! 

I L    P I U’    B E L L O 

Appena sentirono la musica classica napoletana tutti rimasero in silenzio e vi garantisco che per le due ore che restammo insieme ci fu la partecipazione ed il coinvolgimento da parte di tutti,  nei limiti e nei canoni dell’educazione e della serietà!

In tutto, appena 12 presenze, compreso i due angioletti che si divertirono un mondo, quando intonavamo “O sarracino” - “Tu vuò fa l’americano” – “Chella llà” – “L’hai voluto tu!”- “Furturella” – “Michelemmà” e tante altre tarantelle di cui ora non ricordo i nomi!

Alla signora Antonietta, Gabriele dedicò “Reginella” ed io la famosa “Uocchie c’arraggiunate” e “I’ te vurria vasà” e poi tante altre!

Non ho menzionato i genitori dei due piccoli angioletti, solo perché non so il nome, ma vi assicuro che intonavano le canzoni insieme a noi, allegramente!

E poi, lasciatemelo dire, due signore, compite, di bella presenza, attente ed interessate; non si distrassero minimamente per le due ore, non cantavano ad alta voce con noi, ma ci seguivano soprattutto con lo sguardo e con il cuore, perché a volte queste belle canzoni napoletane portano con la fantasia lontani nel tempo ed io notavo che esse si incantavano, non certo per merito della mia voce, ma sicuramente per reminiscenze giovanili, di altri tempi!

Nel conteggio siamo arrivati ad undici! Ah, dimenticavo: la 12^, una fanciulla incantevole, una ragazza straordinaria, dal portamento elegante!

Infatti quando entrò e salutò tutti i presenti lo fece solo col sorriso e con un cenno del capo: evidentemente per non dar fastidio a noi due che stavamo suonando!

Con molte probabilità è la figlia della signora Eugenia e di Angelo! Non dovrei sbagliare! Vi garantisco di non aver mai festeggiato un compleanno in questo modo, contenuto e signorile: per ora senz’altro il più bello e il più soddisfacente! 

L A     C O S A        E C C E Z I O N A L E 

La meraviglia alla fine fu che nessuno dei presenti aveva fatto una richiesta, nonostante le mie insistenze a farlo, anche perché sinceramente mi piace accontentare gli invitati e soddisfare le loro richieste!

Ma io ho intuito il perché: certamente l’intelligenza ed il comportamento dei convenuti fu tale da non voler creare confusione con il  programma delle 30 canzoni che avevo preparato per festeggiare la signora Antonietta!

Erano ormai le 21:30 e dopo la lettura e la dedica della pergamena e del libretto con i testi, salutammo tutti, anche perché avevamo notato sul volto della festeggiata la stanchezza e lo stress di una giornata diversa dalla routine quotidiana!

Ho saltato l’argomento che preferiamo io e Gabriele, cioè il “desinar ed il ber “.- Io per il desinare vado forte e non si vede affatto – lo disse anche il signor Angelo!

E Gabriele certamente per il “ber”; infatti lessi nei suoi occhi segni di felicità e di soddisfazione, quando invitai il signor Angelo, pur avendogli detto di preferire la normale acqua minerale frizzante, di accettare di provare il suo vinello casalingo e di portarne una bottiglia a tavola! Certamente lo provai anch’io, ma i presenti sono testimoni che si trattò solo di un “dito”. Gabriele fece poi il resto, cioè terminò quasi tutta la bottiglia! Tanto che mi importava: dovevo guidare io per tornare a casa! Stavo scherzando! 

D E L I C A T E Z Z A 

Non potemmo fare proprio a meno di non sedere a tavola con loro, non ci fu niente da fare! Ed io che dicevo:”Cominciate a mangiare, non pensate a noi che dobbiamo suonare e cantare!”- Dovettimo fare una sosta e mangiare un pò di tutto subito in fretta e furia, seduti con gli altri a tavola, altrimenti non avrebbero toccato niente!

Questo fa parte di saper agire e comportarsi in modo educato ed ospitale! Ma si vedeva, stavamo alla presenza di gente professionista, non solo nella vita di ogni giorno, ma dell’educazione, del portamento e del comportamento!

Chiudo perché io sono solito raccontare veramente tutto ciò che noto e che mi viene poi a mente nel momento di stesura!

Al momento dell’arrivo avevamo lasciato sia la giacca che il soprabito nell’auto, perché cerchiamo sempre di non dar fastidio, portandoci dietro cose che non ci occorrono per suonare, anche perché l’auto stava in giardino, quindi al sicuro!

Prima di andar via il signor Angelo, insistentemente, volle andare a prenderci i soprabiti per evitare che prendessimo colpi di freddo, dicendo educatamente:”Non uscite in questo modo! - Permettetemi di andare a prendere i vostri soprabiti, altrimenti vi prenderete un malanno, perché fuori fa veramente freddo!”

Dimenticò la mia giacca ed io dissi che mi bastava il solo cappotto! - Niente da fare: andò di nuovo a prendermi anche la giacca!

E se questa non è delicatezza e saper agire, ditemi voi altri che, per caso, state leggendomi, che cos’è? - Vi lascio con questo interrogativo! Per me è tutto!!!!!!!!!

Domenico